April 22nd, 2010
by Kurt Opsahl
Update: Friday morning Facebook changed its privacy
settings layout, making it a bit more challenging to opt out completely.
As before, unchecking the “Allow” box is not sufficient because you
need to block each Instant Personalization website to fully opt out.
However, the previous path (via “Learn More”) to the necessary Block
Application buttons was removed, with Facebook suggesting instead you
first go to the sites (at which point your information is disclosed),
and then click “‘No Thanks’ on the blue Facebook notification on the top
of partner sites.” To fully opt out, you need to:
(more…)
Electronic Frontier Foundation Timeline on Facebook
April 28th, 2010
Facebook’s Eroding Privacy Policy: A Timeline
Commentary by Kurt Opsahl
Since its incorporation just over five years ago,
Facebook has undergone a remarkable
transformation. When it started, it was a private
space for communication with a group of your
choice. Soon, it transformed into a platform
where much of your information is public by
default. Today, it has become a platform where
you have no choice but to make certain
information public, and this public information
may be shared by Facebook with its partner websites and used to target ads.
(more…)
Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi (June 29, 1798, Recanati, Marche – June 14, 1837) was an Italian poet, essayist, philosopher, and philologist. Although he lived in a secluded town in ultra-conservative Stato della Chiesa, he came in touch with the main thoughts of Enlightenment, and, by his own literary evolution, created a remarkable and renowned poetic work, related to the Romantic movement, which makes him one of the greatest poets of modern Italy.
This beautiful hymn to Woman ends with this passionate invocation:
“If you, my love, are one
Of those undying forms the eternal mind
Will not transform to mortal flesh, to try funereal sorrows of ephemeral beings
Or if you dwell in one
of those innumerable worlds far off
In the celestial swirl,
Lit by a sun more stunning than our own,
And if you breathe a kinder air than ours,
Then from this meager earth,
Where years are brief and dark,
This hymn your unknown lover sings, accept.”
Il Meridione d’Italia grida vendetta da 150 anni.
Lombroso è stato il Mengale italiano, dando seguito, con i suoi studi da guitto, all’arrembante razzismo dei piemontesi guerrafondai.
Centinaia di migliaia di miei conterranei sono stati stanati dalle loro povere case di campagna e deportati in prigioni-caserma disseminate nell’alto Piemonte e Lombardia: per la maggior parte delle volte furono fucilati e sepolti in fosse comuni, tutti giovani, tutti Meridionali.
Questo causò un altro ingentissimo danno alla mia gente ed alle nostre terre: un’intera generazione fu cancellata e le campagne si ritrovarono ben presto senza ‘forti braccia’ che le potessero rendere produttive. Chi resisteva fu costretto alla ‘macchia’ e indicato come brigante, poi cacciato, ucciso ed esposto ai fotografi per macabre immagini simili più a trofei animaleschi che ad altro…
Ma poiché il Brigantaggio, ovvero la rivoluzione degli oppressi, non era facilmente debellabile dallo stanco e malmesso esercito ‘italiano’, il novello Stato unitario, nella persona del Conte Cavour e dei suoi fedeli cagnolini di regime, inviò ufficiali in borghese per cercare di individuare personaggi loschi e veri delinquenti e portarli, sotto il pagamento di ingenti somme e la ‘donazione’ di posti di potere, dalla parte dei sabaudi: riuscirono, così, ad impiantare, all’interno del territorio Meridionale, delle vere e proprie ’sacche’ di malfattori impuniti che, vestiti di potere governativo, tradivano i propri conterranei per far continuare la situazione di comodo in cui erano stati posti dal governo stesso.
E’ questo fu l’inizio della malavita organizzata nel Sud Italia.
Ma badate bene, questa non è preistoria e neanche storia antica, se considerate che il padre di mia nonna fu costretto a rifugiarsi sui monti dell’Irpinia per sfuggire ai soprusi dell’esercito ‘italiano’ e poi additato come Brigante!
Una rivoluzione popolare affogata nel sangue che grida ancora vendetta.
Sereno Despero, Nuova Città Commentatore certificato
15.04.10 17:51|
In gioventù trafugava i crani dei cadaveri dai cimiteri di campagna per poi studiarne con comodo la conformazione. Ai contadini che, ignari, gli chiedevano cosa trasportasse con sé rispondeva: “Zucche”. Il ragazzo dei cimiteri fece carriera. Si chiamava Cesare Lombroso. Si fece le ossa come medico militare durante la lotta al brigantaggio da parte dell’esercito sabaudo. Una guerra di occupazione in cui furono uccisi decine di migliaia di meridionali. Molti dei loro cadaveri furono fonte di ricerca per Lombroso che riuscì a identificare nella struttura dei crani le ragione della malvagità, dell’anarchia, del ribellismo.
Per Lombroso criminali si nasce, non si diventa. E’ tutto scritto nella nostra fisionomia. Lo scorso anno la pseudoscienza lombrosiana è uscita dalle cantine universitarie in cui era sepolta e grazie all’Università di Torino, alla Regione Piemonte e al Comune di Torino ha trovato una degna collocazione nel nuovissimo “Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso” in via Pietro Giuria 15 a due passi dal Parco del Valentino. L’esposizione dei macabri reperti, tra i quali quelli di briganti meridionali, coincide con il 150 anniversario dell’Unità d’Italia. Le scolaresche torinesi possono ammirare la “fossetta anomala” del cranio del brigante Villella, una prova per lo pseudoscienziato Lombroso della teoria dell’atavismo, base concettuale dell’identificazione del delinquente nato. La guida al Museo a pagina 57 così riporta la presenza del cranio del brigante: “Sala 5 - Il cranio del Villella: “La grande scoperta”.
